centro
recupero cetacei
I mammiferi marini sono animali che trascorrono
tutta la loro vita in mare. Per cause
non sempre facilmente valutabili però
qualche o più esemplari possono trovarsi
in difficoltà. Il centro recupero cetacei
nasce con lo scopo di far fronte ai casi
di spiaggiamento di specie di cetacei
lungo le coste.
Con il termine spiaggiato si intende un
mammifero marino che viene ritrovato,
vivo o morto, galleggiante vicino alla
riva o arenato sulla stessa. La velocità
e la tipologia di intervento differiscono
in funzione dello stato dell’animale.
Un animale spiaggiato vivo ha bisogno
di un intervento mirato nel luogo di spiaggiamento
e di essere seguito da personale altamente
specializzato.
Da individui spiaggiati morti ricaviamo
informazioni preziose in merito alla loro
anatomia, a aspetti del loro comportamento
e della loro biologia ( età, stato riproduttivo,
abitudini alimentari etc.), ai principali
agenti patogeni, all’influenza di fattori
antropici sull’ambiente marino. Gli scheletri
ricavati dalle carcasse degli individui
arenati hanno da sempre fornito materiale
importante per le collezioni museali.
Tutte le informazioni raccolte possano
essere integrate e utilizzate ai fini
della conservazione dalla specie.
In Italia i più comuni sono spiaggiamenti
di Stenella coeruleoalba e Tursiops truncatus
ma sono stati segnalati casi anche di
specie come Grampus griseus, Balaenoptera
physalus, Ziphius cavirostris, Physeter
macrocephalus e Globicephala melas.
Gli spiaggiamenti possono interessare
o individui singoli o a più cetacei che
si arenano contemporaneamente nello stesso
posto. Normalmente sono coinvolte in questi
fenomeni di massa le specie pelagiche
strettamente gregarie come ad esempio
i globicefali Globicephala melas.
Sono avvenimenti piuttosto rari, soprattutto
sulle nostre coste: l’ultimo caso in Italia
di cui si ha notizia certa è lo spiaggiamento
di cinque steni Steno bredanensis adulti
ed un cucciolo a Ragusa,nel 2002, nel
quale grazie al contributo del Fondo Siciliano
per la Natura, dell’ Acquario di Genova
e dell’ Istituto di ricerca Aquastudio
di Messina, supportati dalla Guardia Costiera
e dai Vigili del Fuoco si salvarono e
vennero liberati in mare.
Molto più numerosi e comuni sono gli spiaggiamenti
individuali e per questo destano meno
notizia e clamore, salvo che l’esemplare
non si spiaggi vivo questo è il caso di
un esemplare di cogia Kogia simus spiaggiatosi
vivo lungo il litorale di Eraclea Minoa
(Ag) ma che purtroppo, nonostante il rapido
intervento del personale del Fondo Siciliano
per la Natura, dell’ Acquario di Genova
e dell’Istituto Aquastudio di Messina
morì successivamente.
I motivi che portano questi animali a
spiaggiarsi, soprattutto in massa, non
sono ancora noti e sono state formulate
numerose teorie in proposito. Tra questi
sicuramente non possono essere esclusi
i disturbi prodotti dall’inquinamento
acustico generato da esercitazioni militari
o dalle trivellazioni petrolifere e il
bioaccumulo nei tessuti di metalli pesanti
( mercurio, piombo ecc.) che a possono
causare avvelenamenti e alterazioni del
sistema immunitario o riproduttivo.
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